La città di Pescia

Pescia è un comune di circa 19.000 abitanti in provincia di Pistoia. Si trova nella Valdinievole, in fondo ad una valle attraversata dal torrente Pescia. Giace in una zona verdeggiante e si estende con le sue frazioni in pianura (Veneri e Castellare), in collina con Collodi e Monte a Pescia e in montagna con le famose 10 castella (frazioni). Queste località, che si arroccano sulle colline pre-appennininche, costituiscono la "Svizzera Pesciatina" così definita dallo scrittore ed economista Giovan Carlo Leonardo Sismondi per la somiglianza con le montagne della sua terra natale.

Pescia si trova a 55 km. da Firenze e 18 km. da Lucca e fa da cerniera tra le colline di oliveti e la pianura aperta a sud verso l'Arno e il mare. La sua vicinanza a città storiche la rendono un ottimo punto di partenza per escursioni e gite oltre che ad offrire strutture ricettive confortevoli e rilassanti.

Pescia, oltre al turismo, fonda la sua economia sui vivai di olivi, di agrumi, di piante da appartamento e sulla produzione di fiori recisi, che esporta in grande quantità, in tutto il mondo.

Ben noto ed apprezzato è il Palio dei Rioni, gara di tiro con l'arco con relativo corteggio storico che vi si tiene ogni prima domenica di settembre.

La storia di Pescia

Pescia, capoluogo storico della Valdinievole, si estende sull'omonimo torrente che la divide in due parti. La città si è sviluppata a partire da due nuclei funzionali differenti: quello dedicato alla vita pubblica ed al commercio che si affaccia sulla riva destra del Torrente Pescia, quello dedicato alle attività religiose e monastiche, invece, si estende sulla riva sinistra.

Il primo nucleo si concentra simbolicamente nella grande Piazza Mazzini, nel Palagio e nei torrioni, il secondo nel Duomo e nella Porta Fiorentina (1732); i due centri, attorno ai quali si sviluppano una fitta rete di vicoli e rughe, sono connessi fra loro dal caratteristico Ponte del Duomo. Secondo testimonianze antiche, si presume che Pescia sia stata fondata dai longobardi, che qui vi posero un insediamento. Poco più; di tre secoli dopo la fondazione dell'abitato, Pescia, indipendente, rimase coinvolta quindi negli scontri tra guelfi e ghibellini. Di parte ghibellina, venne a scontrarsi con Lucca, di parte guelfa, e venne invasa e distrutta nel 1281, ma già pochi anni dopo cominciò la ricostruzione con l'aiuto degli stessi lucchesi.

Durante il medioevo Firenze e Lucca si contesero la città, il cui comune sorgeva al confine tra le due repubbliche. Dopo un tentativo d'invasione fallito da parte di Pisa, la città passò sotto il dominio della Repubblica di Firenze. Lo sviluppo economico di Pescia è iniziato nel corso del sedicesmo secolo e si è protratto in pratica sino al diciannovesimo, fondandosi sullo sfruttamento delle risorse agricole, integrato con l'impiego dell'altra straordinaria ricchezza costituita dalle acque del fiume. Nacquero prima i setifici e le cartiere, poi le concerie e le ferriere, assieme ai mulini e ai frantoi, tutti mossi dall'energia dell'acqua.

Il 19 febbraio 1699 il Granduca di Toscana Cosimo I de' Medici la elevò al rango di "città" e nel 1726 ottenne il passaggio a Diocesi. La prosperità di Pescia industriale inizò il declino dopo l'Unità di Italia a causa della concorrenza dell'industria straniera. Pescia, quindi, ritornò alle sue origini agricole; colture specializzate quali la vite, l'olivo e poi il fiore la portarono ad una ripresa economica.

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